Raccomandazioni GRECO

Il Gruppo di Stati del Consigio d'Europa contro la Corruzione (GRECO) indirizza a San Marino le seguenti raccomandazioni riguardo le Forze dell'Ordine (Gendarmeria, Guardia di Rocca e Polizia Civile):

xiii. di progettare e attuare misure dedicate per migliorare la trasparenza e rafforzare la divulgazione proattiva di informazioni da parte delle forze dell'ordine;

xiv. che venga effettuata una valutazione completa dei rischi delle aree e delle attività a rischio di corruzione per individuare le sfide e le minacce emergenti, e alla luce dei risultati, venga sviluppata una strategia che coinvolga tutte le forze dell'ordine, che dovrebbe essere comunicata ai LEO e al pubblico (paragrafo 147);

xv. raccomanda che i codici di condotta applicabili ai funzionari delle forze dell'ordine vengano armonizzati (o consolidati, se necessario) e aggiornati in modo da contemplare tutte le questioni relative all'integrità (ad esempio, conflitti di interesse, incompatibilità, omaggi, attività esterne, contatti con terzi, restrizioni post-impiego, gestione di informazioni riservate e uso improprio delle risorse) e il Codice di Condotta aggiornato per gli appartenenti ai Corpi di Polizia venga integrato con linee guida specifiche, basate su esempi pratici che coprano tutte le questioni rilevanti per l'integrità (ad esempio, conflitti di interesse, omaggi, contratti con terzi, attività esterne, gestione di informazioni riservate, ecc.), che dovrebbero essere rese note agli agenti di polizia e utilizzate nella formazione iniziale e in servizio (paragrafo 154);

xvi. di istituire un meccanismo di consulenza riservata sull'etica e sulle questioni di condotta professionale per le forze dell'ordine al di fuori della catena di comando;

xvii. che tutti i LEO siano sottoposti a regolari verifiche sull’integrità nel corso della loro carriera, in particolare nel contesto di promozioni o cambi di incarichi, secondo una procedura chiara che dovrebbe essere pubblicata;

xviii. di adottare misure dedicate per aumentare la rappresentanza femminile in ciascuna LEA, a tutti i livelli;

xix. di condurre uno studio sulle attività dei LEO dopo che hanno lasciato il Corpo di Polizia e, se necessario, alla luce dei risultati, di stabilire norme specifiche per garantire la trasparenza e mitigare i rischi di eventuali conflitti di interesse;

xx. di istituire o designare un organismo centrale autonomo per i Corpi di Polizia con poteri di supervisione e controllo interni sulle LEA;

xxi. di adottare misure proattive per standardizzare e snellire le procedure di registrazione e gestione dei reclami pubblici sui comportamenti scorretti da parte dei LEO al fine di garantire il coordinamento e la cooperazione all'interno dei Corpi di Polizia; di condurre campagne di informazione pubblica sull'esistenza di canali formali di reclamo nei confronti dei LEO; e  di fornire statistiche sull'esito dei
reclami presentati nei confronti dei LEO a intervalli regolari, comprese le azioni intraprese e le sanzioni imposte (nel rispetto dell'anonimato delle persone interessate);

xxii. di rivedere il quadro giuridico esistente sulla protezione dei segnalanti al fine di adottare e attuare misure di protezione dei segnalanti all’interno dei Corpi di Polizia (ad esempio, l'istituzione di canali di segnalazione di condotte illecite, la ricezione e l'elaborazione delle segnalazioni dei segnalanti, la garanzia della protezione dell'identità dei segnalanti, il supporto ai segnalanti, ecc.), e (ii) di sviluppare attività di formazione e sensibilizzazione dedicate a tutti i LEO e alle catene di comando nei Corpi di Polizia;

xxiii. di rivedere il sistema disciplinare relativo alla Gendarmeria e alla Guardia di Rocca al fine di prevedere un rimedio giuridico efficace nei confronti di tutte le sanzioni disciplinari, in conformità con i requisiti della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e (ii) di escludere la possibilità che i Capitani Reggenti e il Congresso Militare adottino una decisione definitiva sui procedimenti disciplinari.