Inclusione scolastica

"I Bisogni Educativi Speciali di un alunno migrante o con difficoltà di lettura oppure con disagio psicologico di origine familiare, o con problemi di comportamento, non possono «valere» meno, nell'attribuzione e gestione di risorse aggiuntive, di quanto valgano quelli di un alunno «titolato» dalla sindrome di Down o da una tetraparesi. Non devono esistere bisogni educativi di serie A e di serie B".
Dario Ianes
Il termine "integrazione" scolastica è stato ormai sostituito dal termine "inclusione", intendendo con questo il processo attraverso il quale la scuola diventa un ambiente che risponde ai bisogni di tutti i bambini, in particolare dei bambini con bisogni educativi speciali.
Gli alunni con disturbi dell'apprendimento, con disagio sociale e con disabilità hanno diritto a sviluppare tutte le loro potenzialità, usufruendo dei percorsi scolastici e formativi riconosciuti utili ai fini di un inserimento positivo all'interno del tessuto sociale, civile e lavorativo.
La scuola e il Servizio Minori, fatti salvi i ruoli e le competenze specifiche, predispongono annualmente in sede di Commissione Tecnica per l'Integrazione , il piano intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali.
Le principali norme sammarinesi sono le seguenti: